Nella Cattedrale di Otranto, alla base dell'altare della Cappella dei Santi Martiri, c'è un piccolo vano contenente il sasso su cui furono decapitati gli otrantini che nel lontano 1480 resistettero ai turchi e non abiurarono la loro fede in Cristo. Sul fronte principale dell'altare la nicchia ha una piccola apertura ovoidale che consente di intuire la presenza del sasso. Sul retro c'era, sino a ieri, un'apertura squadrata più grande, chiusa da un modesto infisso in legno a due ante che, quando aperto, permetteva ai visitatori di sporgersi sino a toccare il masso con le mani in segno di devozione.
Nell'occasione della canonizzazione dei Martiri si è voluto sostituire l'infisso esistente con una chiusura che potesse al contempo proteggere, mostrare e consentire il contatto fisico con la pietra. Abbiamo disegnato una piccola grata metallica ricavata da una lastra di acciaio spessa 5mm, composta da due ante semplicemente incardinate negli imbotti marmorei (anch'essi sostitutivi di quelli in legno ormai ammalorati) e apribile/chiudibile con elementari sistemi meccanici azionabili manualmente.
La realizzazione dell'opera è stata finanziata dalla Sig.ra M. R. Morroi. Per la parte tecnica di costruzione e montaggio ci siamo avvalsi di due eccellenze artigiane salentine: il disegno dei pieni e dei vuoti della lastra (taglio ad acqua con macchine Cnc) è stato effettuato dalla ditta Buffelli di Alessano, mentre le rifiniture del taglio grezzo, gli attacchi meccanici e le verniciature/dorature sono ad opera di TR-Inox di Specchia. Grazie, in particolare a Pasquale Buffelli, a Roberto Rizzelli, e alla gentile donatrice che ha reso possibile un piccolo ma meritorio intervento di riqualificazione.